un percorso lungo 70 anni

documento dei GDD conservato presso l'Archivio centrale dell'UDI

documento dei GDD conservato presso l’Archivio centrale dell’UDI

In occasione delle celebrazioni per il  70° della Liberazione, diverse su tutto il territorio nazionale, lo scorso 2 Giugno a Bolsena, Rosanna Marcodoppido ha partecipato a un iniziativa sulla Resistenza e sulla presenza delle donne.

Rosanna ha fatto una lunga ricerca negli archivi dell’Udi che raccolgono del materiale prezioso rigurdante i GDD (gruppi di difesa della donna) e le attività politiche svolte dall’associazione fin dalla sua nascita.

Il risultato è stato un interessante intervento svolto durante l’iniziativa a Bolsena di cui gentilmente, ci ha mandato una relazione scritta, molto utile e interessante per avere un’idea di cosa è stata la Resistenza e di quale ruolo ha svolto la donna in quel momento storico.

“Dobbiamo tenere presente che per troppo tempo la Resistenza è stata raccontata accentuando la retorica della lotta armata, soprattutto quella maschile, e rendendo quasi ininfluente il ruolo delle donne, impegnate invece più in quelle forme di resistenza senza armi che, come ormai è ampiamente riconosciuto, hanno reso possibile la lotta partigiana e la vittoria sul nazifascismo. Secondo alcune ricerche sarebbero state circa due milioni le donne che parteciparono in tutta Italia alla lotta di Liberazione: contadine, operaie, studentesse, impiegate, casalinghe. Non è un caso a mio avviso che “Bella ciao”, la più nota canzone della Resistenza, sia stata scritta sulle note di un preesistente canto di lotta delle mondine.[…]

[…] Subito dopo l’8 settembre, alcune appartenenti ai partiti presenti nel CLN decisero di costituire una associazione di sole donne, i “Gruppi di Difesa della Donna e per l’assistenza ai Combattenti della libertà” (GDD) collegati al CLN che li riconobbe come sua articolazione fondamentale. Nel loro atto costitutivo i Gruppi di Difesa della Donna scrivono che intendono lottare contro nazisti e fascisti repubblichini diffondendo tra le donne la persuasione alla lotta, raccogliendo danaro, viveri e indumenti per i combattenti internati in Germania e i prigionieri, sabotando la produzione, salvando renitenti alla leva e civili ricercati. Ma, nello stesso tempo, chiedono diritti per il proprio genere come il voto, la parità salariale, i permessi pagati per gravidanza e parto, l’ istruzione e la partecipazione piena alla futura vita democratica del Paese. Il loro giornale è “Noi donne” diffuso clandestinamente casa per casa per informare e formare le donne ad una coscienza civile, persuaderle alla partecipazione alla lotta nelle sue varie articolazioni e necessità.”

Scarica qui tutto l’articolo – BOLSENA 2 GIUGNO 2014

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Una risposta

  1. Rosanna Galli ha detto:

    Grazie Rosanna per questa importante ricerca. Nell’anno del 70esimo dell’UDI servirà a tutte.

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