Censimento archivi UDI

la nuova guida degli archivi dell'UDI on line e scaricabile

1° CENSIMENTO 2002                                                  2° CENSIMENTO 2012


Il censimento e l’aggiornamento sono il risultato di una ricerca finanziata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per gli Archivi

Questo lavoro ha visto la collaborazione di molte. Innanzitutto un particolare ringraziamento a tutte le donne che hanno compilato le schede, fornendo dati e notizie relativi ai diversi archivi, risulta impossibile nominarle tutte.

Un particolare ringraziamento all’Associazione Nazionale degli Archivi Udi, alla sua presidente Rosanna Galli, a tutto il consiglio direttivo e alle collaboratrici Ilaria Scalmani e Enza Miceli che hanno sviluppato tutta la fase di ricerca.

Per l’Archivio Centrale dell’Udi un sentito ringraziamento a Patrizia Gabrielli e Linda Giuva.

Per il Centro documentazione donna Sara Verrini (per la consulenza archivistica e larielaborazione delle schede) e Natascia Corsini (per il prezioso lavoro di verifica e controllodei dati).

La data di chiusura del censimento è dicembre 2012, con dati censimento fino al 2011.

Premessa

L’intento del progetto “Gli archivi dell’Udi: aggiornamento censimento” è stato quello di aggiornare lo stato degli archivi dell’Udi presenti sul territorio nazionale, verificando da un lato le condizioni dei 40 archivi censiti nella “Guida agli Archivi dell’Unione Donne Italiane” (pubblicata nei Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 2002) con un aggiornamento quantitativo e qualitativo dei materiali, la verifica delle sedi e dello stato di consultabilità; dall’altro la presenza di nuovi archivi non censiti in quella prima occasione.
Il progetto – presentato dal Centro documentazione donna e dall’Associazione Nazionale degli Archivi dell’Udi, in collaborazione con l’Archivio Centrale dell’Udi – al Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per gli Archivi, è stato finanziato nel 2010.
Questo progetto ha costituito un primo passo verso l’obiettivo fondamentale di mettere in rete, dandone visibilità, i fondi conservati da tutti gli archivi dell’Udi, con la priorità di risolvere i problemi di accesso alla documentazione esistente.
Obiettivo generale è il miglioramento della conservazione, della valorizzazione e della fruibilità degli archivi delle Udi locali e Centrale, attraverso la realizzazione di un sistema che, sviluppato e incrementato, potrebbe portare alla messa in rete degli inventari – con strumenti di comunicazione e diffusione delle informazioni, sperimentazioni didattiche di tipo multimediale dell’utilizzo delle fonti – garantendone l’apertura al pubblico, al fine di non disperdere la memoria storica locale e agevolare la comprensione dei processi attraverso cui la società civile e le culture politiche hanno determinato l’identità della nostra nazione.

I fondi archivistici interessati dal progetto erano almeno un centinaio, molto diversi fra loro, conservati nei 40 archivi locali e nell’Archivio Centrale dell’Udi, ma l’aspettativa era di poter aggiungere a questi archivi già censiti anche altri di cui al momento del primo censimento non esistevano informazioni certe.

La scelta di effettuare un aggiornamento della “Guida” del 2002 nasce dalla consapevolezza che la distribuzione dei fondi in una pluralità di
sedi si può modificare, aumentando l’incertezza e l’instabilità dei dati, soprattutto
possono cambiare le condizioni materiali di collocazione e di accesso; per tali motivi risulta utile verificare periodicamente la situazione.
Infatti dal censimento effettuato nel 2002 risulta chiaramente come da parte delle donne dell’Udi ci sia stato un importante lavoro di “conservazione, salvaguardia, raccolta, riordino, attivazione di strade e strumenti per rendere fruibile ad altre donne, a studentesse e studiose così come a donne appassionate di politica delle donne, un patrimonio unico ed irripetibile nel panorama documentaristico italiano.”
A questo attivismo non sempre è corrisposta una reale possibilità di valorizzare il patrimonio archivistico e renderlo fruibile, per numerose ragioni: mancanza di una sede dove conservare i documenti, carenza di risorse per avviare un sistematico riordino del materiale archivistico, presenza di volontarie che dedicano tanto tempo e buona volontà ma che spesso non hanno competenze tecniche, ecc.
Nel dettaglio il progetto è stato articolato in due diverse fasi: l’aggiornamento del censimento degli archivi dell’Udi pubblicato nel 2002, per mettere a disposizione delle ricercatrici e dei ricercatori una mappatura aggiornata dei nuclei documentari più importanti, anche allo scopo di evitarne la dispersione; la pubblicazione del censimento in diversi siti, istituzionali e non, per garantirne un’adeguata diffusione.
Originariamente era previsto l’utilizzo del programma GEA e del portale Archivi del Novecento per la diffusione di questo censimento, purtroppo a causa del parziale blocco delle attività del portale nel corso del biennio 2011-2012 si è preferito, in accordo con il gruppo di progetto, rendere da subito fruibili i risultati senza attendere eventuali sviluppi.
Il presente lavoro intende essere un semplice aggiornamento delle informazioni pubblicate nella “Guida”, pertanto si rimanda a tale pubblicazione per ciò che concerne la storia dell’associazione, delle iniziative e delle battaglie politiche più importanti sviluppate dalla suanascita risalente al 1944.
 

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